25aprile

 

discussione

Page history last edited by Pelodia 2 yrs ago

Interventi, teatro, video

 

Erman

Ciao a tutti, dunque premetto che mi dispiace non poter riuscire a dare una grossa mano all'organizzazione di quest'anno ma sono felice che ci sia gente (spero proprio non solo Claudia) che un po' collabora all'iniziativa.

 

Sintetizzo perchè il tempo mi fugge via....

 

1) Non dimentichiamo gli aspetti più colorati e a mio parere fondamentali dei banchetti. Penso che su argomenti specifici possano aiutarci a trattare più cose senza impegnare la manifestazione in una rincorsa alla vita ideale del perfetto antifascista che un po' personalmente mi rompe quando è troppo accentuata (non che ci sia l'intenzione ma è un rischio) facciamo parlare chi lavora quotidianamente sugli argomenti ma non cerchiamo per forza nomi altisonanti....

 

2) Teatro, il teatro, cazzo il teatro! Non perdiamo l'occasione di continuare le belle tradizioni....

 

3) Non "manovriamo" troppo la giornata altrimenti diventa un carrozzone, il compito a mio avviso è sempre quello di dare spunti senza "rimanerci in mezzo" e limitando gli interventi i concerti ecc al minimo.

 

4) I PARTIGIANI!!!!!!!!! Alfredo Sentieri per esempio è una persona sulla quale puntare a mio parere....

 

 

Claudia

Risposta sintetica:

1. i banchetti, certo, e chi se li scorda! solo che è presto per contattarli! Quello si inizia tra un mesetto! La questione non sono i nomi altisonanti ma le competenze. Di copyleft posso parlare anch'io, ne so parecchio, ma Wu Ming sono un'istituzione, sono i massimi esperti europei in argomento. Mi sembrerebbe stupido lanciarci su un tizio che ne sa un po' e che magari è pure noioso da ascoltare, quando invecepossiamo provare ad avere gente coi controcoglioni e capace di incollare la gente ad ascoltarlo. Poi ripeto, certi nomi come Giorgio Bocca li ho tirati fuori solo perché fanno effetto su chi deve mettere la moneta...

2. Il teatro. Sono d'accordo, solo che bisogna avere un buon spettacolo (e per ora non ho risposte da NESSUNO) a un prezzo che ci possiamo permettere...non posso fare uno spettacolo io, quindi se nessuno risponde o le proposte costano troppo non ci si può fare niente...

3. Proprio nell'ottica di ridurre gli interventi e i concerti al minimo si sta pensando a soli 4 gruppi e 4 interventi da una persona alla volta, cme è stato nel 2000, nel 2002 e nel 2003, le edizioni emglio riuscite.

4. Per i partigiani l'ho scritto al primo posto del mio elenco. Mi pare chiaro che ci sarà uno di loro a parlare...

 

E a proposito di banchetti, non dimentichiamo tutti i banchetti tematici che stiamo pensando di organizzare noi stessi, che hanno da dire molto più di duemila interventi su ecologia, stili di vita alternativi, decrescita e quant'altro. Interventi che infatti non faremop per non imbolsire.

 

 

Erman

A mio parere 4 interventi parlati sono troppi ma "de gustibus...." io farei piuttosto un intervento (Partigiano) un intervento (Wu ming o chi per esso) uno spettacolo teatrale e un'altro momento magari video... se fosse possibile un guido chiesa (già amicone dei wu ming) o una roba con Ferrario (che è andato a presentare "la strada di Levi" anche in cima al Cusna)

 

 

Claudia

Ah! Per il teatro si sta muovendo anche la Federica di Aq16 che fa teatro e conosce cose. Dovrebbe chiedere alla Franzoni (di cui la Fra mi aveva dato il numero, ma visto che lei la conosce bene...)

 

E per il momento video ho dei grossi dubbi: finché si tratta di qualche minuto di video è un conto, ma un film o anche solo un mediometraggio rischiano di perdersi: intanto perché non abbiamo mezzi tecnici adeguati (leggi: un telo come si deve) e poi perché l'acustica epr questo tipo di robe fa davvero schifo al Parco Tegge...

 

 

Marco

Anche secondo me 4 interventi discorsivi sono un po' pesanti; spettacolo teatrale, intervento partigiano, intervento wu ming o altro, proiezione video mi sembra un bel mix, anche perchè una delle idee ispiratrici era proprio quella della diversificazione artistica del tema resistenza.

 

Claudia

Io trovo, però, che con solo l'intervento di un partigiano e un altro intervento (su un tema a scelta tra precarietà, libera circolazione delle persone, accesso al sapere) la giornata si impoverisca incredibilmente. E' vero che noi dobbiamo dare solo spunti di riflessione (questa cosa è dal 2000 che la sostengo, mica da ieri) però appunto perché dobbiamo dare degli spunti e davanti a noi abbiamo centinaia e centinaia di persone che provengono da ambienti, esperienze e percorsi diversi è bene diversificare gli spunti proposti.

Poi, sull'intervento video io tengo ferma la mia posizione. Mi dispiace, ma il Parco Tegge non è posto per proiezione di filmati. Se si tratta di 5 minuti di qualcosa che introducono un intervento è un conto, ma non si può chiedere alla gente di mantenere l'attenzione su un filmato proiettato su un microschermo, con un audio assolutamente pessimo per 15-20 o magari più minuti.

Anche sul teatro, nel caso di spettacolo "tradizionale", frontale e lungo ho dei dubbi. Secondo me sono molto meno pesanti quattro interventi da 10-15 minuti inframezzati da un'ora di concerto piuttosto che un'ora di qualcuno che fa qualcosa su un palco e la gente che deve cercare di concentrarsi tra schiamazzi, ubriachi, gente che, giustamente, vuole fare la festa. Per questo sto facendo i salti mortali per contattare il teatro dell'oppresso (che ha il vantaggio dell'orizzontalità del messaggio, contro la verticalità del teatro tradizionale) e punto molto sulla Federica che deve contattare la Franzoni, con la quale potremmo concordare uno spettacolo "ad hoc", non troppo lungo (io resterei comunque molto al di sotto della mezzora) e magari un po' "divertente". Sul discorso pluralità di linguaggi sfondi una porta aperta, Marco, solo che bisogna rendersi conto dei limiti oggettivi posti da luoghi e situazioni.

Ieri pensavo pure che potremmo provare a vedere a che condizioni potremmo avere il teatro di Felina per la sera del 24 e fare una serata di teatro là, in modo che anche per chi recita ci sia meno "frustrazione" e più soddisfazione.

Il problema è che faccio molta fatica a immaginare più di 500 euro a disposizione su questa cosa, quindi non so cosa potremmo cavarne...

 

 

Erman

Io francamente nel momento in cui parlavo di spunti di riflessione pensavo proprio a banchetti e situazioni che si creano in modo autonomo fra persone che quotidianamente lavorano sui temi piuttosto che una diversificazione da palco che mi suona sempre più da pulpito che da momento di condivisione (ma questo è un problema mio).

 

Sono d'accordo che il Parco Tegge non si presti alla proiezione del Signore degli anelli da inizio a fine ma neppure credo che 15-20 minuti di intervento-proiezione possano stufare se correttamente protetti (sia nell'introduzione dell'evento che nella chiusura del bar)

 

A proposito di protezione dello spettacolo sia nel 2004 che nel 2005 abbiamo fatto due spettacoli teatrali meravigliosi in cui il contesto era stato preparato per appunto difendere gli artisti dal brusio da bicchiere e per concentrare l'attenzione sulle storie. Per quanto mi riguarda, il vedere centinaia di persone in silenzio a beccarsi gente come uno e mai morti mi ha riempito di gusto e di soddisfazione, credo che ciò abbia dimostrato la grande maturità del pubblico presente che se educato (condotto) può dare gioie enormi.

 

I limiti vanno superati (compatibilmente alla forza che si può investire nel progetto, forza sia di natura economica che di forza-lavoro...)

 

 

Claudia

Ho dimenticato un'altra considerazione importante, secondo me: la sera del 25 al Cervi suona la Banda Bassotti. Questo significa che qualunque cosa succederà intorno alle 18-19 è fondamentale per determinare se la gente resterà a Felina o scenderà al cervi lasciandoci vedere il concerto della Gang in dieci...

Secondo me questo aspetto non dobbiamo dimenticarlo mai, altrimenti rischiamo di fare una puttanata. A me i Gang piacciono pure ma non tengo particolarmente ad avere un loro concerto privato (fosse Manu Chao :P)

 

Per quanto riguarda i banchetti sono d'accordo con Erman, ma il problema è che, per esempio, i precari dell'Atesa, o della ricerca o di qualunque altro settore secondo me non verranno solo per fare un banchetto informativo. Stessa cosa i migranti, Wu Ming o chi per loro. Questi sono interventi che secondo me meritano una cornice adeguata e una visibilità forte, perché sono quelli su cui basiamo l'idea che "la nostra guerra non è mai finita", per dirla con Levi. Altrimenti il "tema" perde forza, scompare. E allora decidiamolo subito e lasciamo perdere il filo conduttore, che però secondo me è la forza del concetto di Duemila Resistenze, fin dall'inizio: l'idea che certe cose che sembrano lontane le une dalle altre ('zzo ne so, lo zapatismo e la libertà di accesso alla cultura e al sapere) in realtà fanno parte di una stessa visione del mondo, di uno stesso concetto che deriva da Resistenza come è stata vissuta dai partigiani antifascisti.

Secondo me è proprio il mettere in relazione queste cose che dà valore alla nostra iniziativa, il fatto di non chiudersi settariamente nel proprio orto (io mi occupo di migranti e per me solo quello conta, il resto è serie B) ma avere una visione completa e complessa di una realtà che è complessa. Perché è stupido, secondo me, parlare di antifascismo e decantare la democrazia che dalla Resistenza è uscita se non diciamo anche che quella democrazia è malata (ammesso, e io ho dei dubbi, che la si possa ancora chiamare democrazia), precarizza le nostre vite, ci impedisce di compiere delle vere scelte, non dà a tutti le stesse possibilità, non permette a tutti di accedere alle stesse cose e agli stessi diritti.

 

Insomma, per me fin dal 2000 organizzare Duemila Resistenze non è organizzare un concerto, attorno al quale succedono poi delle cose, autonomamente (banchetti, gente che comizia nel prato, volantinaggi...) ma è organizzare un evento completo e organico che ha un messaggio da trasmettere, che non significa necessariamente un insegnamento da dare, anzi!

Però a me interessa riflettere sul 25 aprile, sull'antifascismo e su tutto quello che ci gira intorno. Mi piace ogni anno trovare un'angolazione nuova per osservare la questione e mi piace proporre (proporre, eh) questo punto di vista per lanciare spunti di riflessione a chi decide di risalire la statale per venire fino a Felina.

Altrimenti si rischia di rifare la stessa cosa tutti gli anni, cosa che annoierebbe prima me che gli spettatori. Questo ce lo siamo detti fin dal 2001, tra l'altro, quando abbiamo deciso l'approccio tematico al 25 aprile.

Per tornare all'evento organico, io credo che il messaggio, il NOSTRO messaggio, quello per cui abbiamo cominciato a mettere su questo ambaradan, debba passare attraverso la scelta dei gruppi e la scelta di chi parla e di cosa. Un solo intervento (escludendo quello del partigiano che mi pare un punto fisso) non dice nulla. Ma nulla proprio nulla. A quel punto non lo farei nemmeno. E lasciamo perdere il tema, lasciamo perdere "la nostra guerra non è mai finita" e facciamo solo spettacolo. Perché è vero che i messaggi passano anche attraverso la musica, il cinema, il teatro, ma secondo me la forza di una testimonianza diretta di una qualunque esperienza non la si trova nemmeno mettendo insieme venti film.

 

Poi è chiaro che altri messaggi arriveranno intorno all'evento che noi gestiamo, e si tratta di messaggi che non possiamo controllare (vivaddio), spontanei e autonomi. Ma non possiamo conferire a questi il compito di esprimere il nostro pensiero, perché non potranno farlo.

 

 

Claudia

E al di là di tutte le mie argomentazioni, rimane questa frase che sottoscrivo, sottolineo, adotto, me la tatuerò in faccia, credo

 

Erman ha scritto:

> I limiti vanno superati (compatibilmente alla forza che si può investire nel progetto, forza sia di natura economica che di forza-lavoro...)

Ecco. Secondo me disponibilità economica non ce ne sarà o quasi. Per quanto riguarda la forza-lavoro mi viene da ridere. Per non piangere.

 

Pelo

Bhe dai tutto risolto.

Gli Yo Yo Mundi portano il bellissimo spettacolo Resistenza.

Un buon mix tra musica e teatro. Sarà bellissimo.

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.